Le indicazioni dell’International Rent Index di HousingAnywhere, città per città

Affitto mensile medio, luglio 2020

Average rent price apartments top 10 most expensive cities HousingAnywhere Rent Index Q2 2020

  • Il mercato immobiliare italiano è il mercato europeo che sta soffrendo maggiormente la crisi
  • I prezzi delle stanze private hanno subito un calo più brusco rispetto a quelli degli appartamenti e dei monolocali, ancora ricercati dalla domanda locale
  • Le città meno colpite dal Covid-19 registrano una diminuzione dei prezzi più lieve
  • A Milano, Barcellona e Berlino gli affitti sono diminuiti rispetto al secondo trimestre del 2019
  • Gli affittuari cercano appartamenti di buona qualità o di qualità migliore rispetto alle loro sistemazioni precedenti

L'HousingAnywhere Rent Index del secondo trimestre del 2020 rivela che nel Q2 gli affitti sono diminuiti in quasi tutte le città europee prese in considerazione dallo studio. L’impatto della pandemia di Covid19 sui prezzi degli affitti, già in parte visibile nel primo trimestre del 2020, è ora lapalissiano e ulteriormente inasprito dagli effetti delle restrizioni sulla mobilità internazionale in vigore a partire da marzo.

Le stanze singole hanno subito la diminuzione di prezzo più brusca rispetto allo scorso anno, mentre i prezzi degli appartamenti e dei monolocali sono rimasti più stabili. Questo è dovuto al rafforzarsi dei mercati locali: anche se la domanda per queste tipologie di proprietà è diminuita in modo significativo, dato che expat e studenti internazionali hanno dovuto rinunciare alle loro mobilità, gli abitanti delle principali aree urbane europee hanno continuato a cercare sistemazioni all’interno della loro città. Molte stanze private sono sfitte a seguito del crollo della domanda per questa tipologia sul mercato internazionale. Le città meno colpite dal Covid-19, in Paesi che hanno riaperto i confini già a metà giugno, registrano una diminuzione dei prezzi più lieve.

Affitto mensile medio per appartamenti, stanze private e monolocali.

Le 5 città che hanno registrato il calo di affitti più drastico, rispetto al primo trimestre del 2020

  1. Firenze ha registrato il calo più significativo rispetto al trimestre scorso. I prezzi delle stanze private sono scesi del 9,6%, 415€ mensili in media, quelli dei monolocali del 6,1%, 649€ mensili in media, e quelli dei bilocali del 6,9%, 918€ mensili in media.
  2. Milano è al secondo posto, con un calo del 9,1% per gli affitti delle stanze private, che hanno raggiunto una media mensile di 580€, del 5,5% per i monolocali (859€ mensili in media) e del 7,8% per i bilocali (1096€ mensili in media).
  3. Berlino ha registrato una diminuzione degli affitti del 5% per tutte le tipologie di alloggio. Meta popolare per studenti e lavoratori internazionali, la capitale tedesca è stata colpita duramente dalle restrizioni alla mobilità. Allo stesso tempo, gli affitti erano già in calo a partire da febbraio come conseguenza dell’introduzione del Mietendeckel (tetto di affitto).
  4. L’affitto delle stanze private a Madrid è sceso del 5,8%, per una media mensile di 514€, quello dei monolocali dell’1,1%, per una media mensile di 837€, e quello dei bilocali del 2,3%, per una media mensile di 1123€.
  5. Il prezzo delle stanze private a Valencia è sceso del 4,9%, raggiungendo 319€ al mese in media. Il prezzo dei monolocali è sceso dell’1,4% (592€ mensili in media), e il prezzo dei bilocali è sceso del 2,4% (878€ mensili in media).

Le 5 città in più rapida crescita, rispetto al secondo trimestre del 2019

  1. Tra tutte le città prese in considerazione dallo studio, Vienna ha registrato l’aumento più significativo rispetto al Q2 del 2019. I prezzi dei bilocali sono aumentati del 9,5%, raggiungendo una media mensile di 1052€; i prezzi dei monolocali sono aumentati del 3,1%, per una media mensile di 814€. Anche le stanze private costano ora lo 0,9% in più, in media 478€ al mese. Come lo scorso trimestre, Vienna si riconferma al primo posto tra le città con gli affitti in più rapida crescita. Questi aumenti sono dovuti in larga parte al fatto che alloggi più cari solitamente in affitto a breve termine sono ora proposti a medio-lungo termine, anche a seguito dell’introduzione di una nuova normativa urbanistica che di fatto vieta gli affitti a breve termine in determinati quartieri. Si registra dunque un forte aumento dell’offerta di alloggi di fascia elevata. Verso la metà di marzo gli affitti hanno cominciato a scendere, tendenza che è continuata fino a fine maggio, quando l’Austria ha riaperto i confini. Al momento i prezzi di Vienna sono ritornati al livello di gennaio.
  2. Monaco di Baviera si piazza al secondo posto. I prezzi dei bilocali sono aumentati del 2,7%, per un canone medio mensile di 1523€. I prezzi dei monolocali sono aumentati dell’1,4%, 1031€ al mese in media, e quelli delle stanze private del 3,7%, 686€ al mese in media. Il capoluogo bavarese è noto per i suoi prezzi alle stelle e per la penuria di alloggi e si riconferma una delle città più care tra quelle prese in considerazione dallo studio.
  3. Al terzo posto troviamo Reykjavik, i cui prezzi dei bilocali sono aumentati del 3,6%, per una media mensile di 1081€, quelli dei monolocali del 14%, per una media mensile di 902€ e quelli delle stanze private dell’1,7%, 625€ mensili in media.
  4. A Rotterdam, la seconda città più grande d’Olanda, i prezzi dei bilocali sono aumentati dell’1,2%, per un canone medio mensile di 1302€. I prezzi dei monolocali hanno raggiunto in media 803€ (+2,4%) e quelli delle stanze private 559€ (+2,2%). Rotterdam si classifica tra le città con gli affitti in più rapida crescita per la seconda volta consecutiva. Tuttavia, il ritmo di crescita degli affitti ha subito una battuta d’arresto già a partire dal terzo trimestre del 2019.
  5. Il prezzo dei bilocali a Bruxelles è aumentato dell’1,1% (962€ mensili in media), quello dei monolocali del 2%, (690€ mensili in media) e quello delle stanze private del 2% (582€ mensili in media). Nel 2019 l’aumento degli affitti a Bruxelles è stato moderato per gli appartamenti, tra il 3,9% e il 5,4% in più. Verso la fine del 2019 e nel primo trimestre del 2020 i prezzi degli affitti dei bilocali hanno sfiorato il +7%.

I principali cambiamenti: le città italiane crollano, Helsinki e Reykjavik rimangono stabili

Le città italiane registrano il crollo degli affitti più significativo rispetto a tutte le città prese in considerazione dallo studio. A Milano, dove il virus ha colpito più duramente, la diminuzione dei prezzi è stata drastica. Gli affitti dei bilocali sono scesi del 7,8% rispetto al trimestre scorso, e del 4,6% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, per una media di 1096€ mensili. A Torino gli affitti dei bilocali sono scesi del 7,8% rispetto al trimestre scorso, e del 5,9% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, per una media di 812€ mensili. A Firenze gli affitti dei bilocali sono scesi del 6,9% rispetto al trimestre scorso, e del 4,6% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, per una media di 918€ mensili.

Al polo opposto troviamo Helsinki, che registra cambiamenti quasi impercettibili: rispetto al trimestre scorso l’affitto delle stanze private è diminuito dello 0,1%, quello dei monolocali dello 0,07% e quello dei bilocali dello 0,02%. Situazione simile a Reykjavik: -0,06% per le stanze private, -0,07% per i monolocali e -0,02% per i bilocali, sempre in relazione al primo trimestre del 2020. In entrambe le città i prezzi dei bilocali sono aumentati rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno: un bilocale a Helsinki costa ora l’1,4% in più, 1399€ in media. A Reykjavik, gli affitti dei bilocali sono aumentati del 3,6% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, per una media di 1081€ mensili. A Helsinki si è registrato un picco di contagi a metà aprile; il 15 giugno, la Finlandia ha riaperto i confini verso i Paesi confinanti, a eccezione della Svezia. Anche l’Islanda ha riaperto i confini il 15 giugno, imponendo 14 giorni di quarantena obbligatoria a tutti i viaggiatori.

Nuove misure in Germania e buone prospettive per la Spagna

Berlino ha registrato una diminuzione degli affitti del 5% per tutte le tipologie di alloggio. Meta popolare per studenti e lavoratori internazionali, la capitale tedesca è stata colpita duramente dalle restrizioni alla mobilità. Allo stesso tempo, gli affitti erano già in calo a partire da febbraio come conseguenza dell’introduzione del Mietendeckel (tetto di affitto). Con l’obiettivo di rinvigorire l’economia dopo la crisi, il governo tedesco ha ridotto l’IVA dal 19% al 16% per 6 mesi, dal 1° luglio al 31 dicembre. L’IVA sui prodotti alimentari, medicinali e trasporto pubblico passa dal 7% al 5%.

L’affitto dei bilocali a Madrid è sceso del 2,3%, per una media di 1123€ mensili. Dopo la riapertura gli affitti di giugno hanno già quasi raggiunto i livelli di gennaio. Le prospettive di lungo termine sono positive per le città spagnole. Gli economisti concordano che l’impatto del Covid19 sul mercato immobiliare spagnolo sarà maggiormente visibile nel terzo trimestre di quest’anno. Prevedono tuttavia anche una rapida ripresa, dato che la domanda resta alta e che il Paese è finanziariamente molto più stabile rispetto al 2008.

Miglior rapporto qualità-prezzo

Data la necessità di studiare e lavorare da casa, è cresciuta la domanda per alloggi di alta qualità, con spazi esterni e aree verdi. Gli affittuari prediligono appartamenti e monolocali spaziosi, con giardino e balcone. Si è registrata anche una tendenza a cambiare casa, in cerca di sistemazioni migliori: un alloggio che disponga di uno spazio separato per lo studio o il lavoro, o che si trovi vicino a spazi predisposti per il lavoro da remoto.

Le proprietà disponibili a breve termine sono sempre più spesso riconvertite per affitti a medio-lungo termine, tendenza già visibile nel primo trimestre del 2020. Inoltre, molti proprietari si stanno dedicando alla diversificazione del proprio inventario, con una combinazione di breve, medio e lungo termine. Djordy Seelmann, CEO di HousingAnywhere:

Ci troviamo di fronte a una tendenza inusuale, dove l’offerta supera la domanda. La domanda tornerà ai livelli precedenti se e quando la mobilità internazionale sarà ripristinata. Il timore di una seconda ondata è presente, e il mercato immobiliare internazionale rimane in tensione. Il numero di studenti internazionali in partenza durante il primo semestre del prossimo anno accademico sarà limitato, ma le università prevedono un ritorno alla normalità entro gennaio 2021.

Nonostante lo squilibrio tra domanda e offerta, le principali città universitarie lamentano ancora una penuria di alloggi. Considerato l’approccio ibrido annunciato dalle università per l’inizio dell’anno accademico e il ritorno alla normalità previsto per gennaio 2021, resta da vedere fino a quando i prezzi rimarranno a questo livello, prima di iniziare di nuovo a salire.

A proposito dell’HousingAnywhere Rent Index

Per questa ricerca HousingAnywhere ha analizzato 102890 annunci immobiliari disponibili sulla piattaforma tra aprile 2019 e giugno 2020. Per garantire la rappresentatività dei dati, sono state escluse le proprietà che non hanno riscosso un interesse attivo da parte dei potenziali locatari, nonché le inserzioni che sono state considerate anomale. Gli immobili elencati come troppo costosi o troppo economici non sono stati presi in considerazione in questo rapporto in quanto altererebbero i dati. Nella relazione sono state incluse solo le città in cui il campione era sufficientemente elevato da garantire l'affidabilità dei dati, che prendono in considerazione le stanze singole in appartamenti condivisi, i monolocali e i bilocali. La relazione è anche disponibile in inglese, spagnolo, tedesco e olandese.

HousingAnywhere

HousingAnywhere è la piattaforma di alloggi per studenti e giovani professionisti più grande al mondo, con oltre 50.000 annunci e più di 8 milioni di utenti in 60 Paesi. Grazie a questa piattaforma, gli inquilini possono interagire direttamente con i proprietari e stipulare contratti di affitto a medio termine. Oltre 150 università nel mondo consigliano ai loro studenti di usare a HousingAnywhere. La piattaforma ha sede a Rotterdam e impiega attualmente 100 persone.

Contatto di HousingAnywhere

Simone Pouw, PR Manager
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